css grid system

Si sono appostati per anni sotto casa mia. Mi hanno aspettato pazienti e consapevoli che prima o poi mi avrebbero trovato. Chi sono? I CSS framework.

Li ho evitati per anni, pur osservandoli e seguendone negli anni lo sviluppo. Sentivo che per la mia crescita era importante sporcarmi le mani in prima persona con tante delle problematiche che questi framework promettono di aggirare. Anche a costo di dover reinventare la ruota, magari un po’ storta ma la mia ruota di cui conosco ogni singolo pezzo. Sono convinto che scontrarsi con certe sfide, senza cercare scorciatoie, sia l’unico modo per formarsi e impadronirsi di una competenza.

Oggi con un po’ di esperienza accumulata sulle spalle, sento che posso prendere in considerazione questi strumenti con il giusto approccio. Riesco a comprendere come sono fatti, in quali contesti possono essere utili, selezionare solo quello di cui ho bisogno. È giusto sfruttarli per quello che servono: fornire una solida base di partenza per un progetto e niente di più.

 

Perché lavorare con un CSS framework?

Perché certe operazioni si ripetono sempre uguali. All’avvio di ogni nuovo progetto sai che dovrai affrontare una serie di questioni ricorrenti legate all’impaginazione, alla definizione di griglie e allineamenti, allo sviluppo di componenti (pulasnti, menù, elenchi, tabelle, ecc.) che una volta comprese diventano noiose e ripetitive. Un framework serve proprio a questo: fornisce una serie di strumenti e buone pratiche per gestire problematiche ricorrenti. Un gran vantaggio per lavori di dimensioni significative e nei quali il tempo è una variabile essenziale.

 

Quale framework scegliere?

Una rapida ricerca consente di scoprire facilmente la miriade di framework disponibili. Ne ho visti diversi, non li ho visti tutti. Forse la soluzione ideale esiste e io sono troppo pigro per cercarla…Immaginare di fare uno studio approfondito su ogni prodotto, visti i numeri, e il mio relativo interesse per la questione mi sembra uno spreco di energie superfluo. Però un po’ di tempo l’ho speso e la mia attenzione si è concentrata su 4 nomi. I primi due sono d’obbligo perché sono i più famosi ed utilizzati: Bootstrap e Foundation. Gli altri due invece li ho selezionati perché sono più vicini a quello che cerco: uno strumento leggero, solido e con una grafica pulita ma impersonale, sono Pure.css e UIkit.

 

Bootstrap e Foundation

Come scritto sopra, sono i più conosciuti e credo anche i più utilizzati. Per questo motivo vanno presi in considerazione, come punto di riferimento. Entrambi offrono una pletora di strumenti, configurazioni, modelli. Sono entrambi anche piuttosto caratterizzati dal punto di vista grafico. In particolare Bootstrap credo di averlo riconosciuto in tantissimi siti web. Difficile dire, senza uno studio approfondito quale dei due sia migliore. Per molti versi sono sovrapponibili, anche se mi pare che Foundation offra qualche strumento in più, mentre Bootstrap mi sembra un po’ più pulito e coerente negli stili dei componenti. Entrambi però per me hanno un difetto che mi ha sempre impedito di prenderli seriamente in considerazione per un progetto: c’è troppa roba! È vero che danno la possibilità di selezionare i componenti da utilizzare, ma la personale impressione di un eccesso di codice rispetto le mie esigenze rimane.
Non è quello che cerco.

 

Pure.css e UIkit

Pure si presenta molto bene con un nome che tradisce le intenzioni: modulare, essenziale e leggerissimo. C’è solo quello che serve per creare una struttura lasciando il compito al grafico di sviluppare la caratterizzazione specifica del progetto.
Analogamente UIkit  parte dalle stesse premesse con qualcosa più: i componenti javascript. Quindi moduli slideshow, parallax effect, sortable grids, lightbox e altro ancora; tutte cose che esulano dalle caratteristiche di framework css, ma di uso così comune in praticamente ogni progetto che difficilmente se ne fa a meno. Per questo averle accorpate in un’unica fonte mi pare una cosa comodissima. Ad esempio: il web è pieno di plugin JQuery di lightbox, più o meno buone, più o meno simili, che poi dovranno magari convivere con una galleria di immagini filtrabile gestita da un altro plugin JQuery, che magari avranno problemi di conflitto oppure saranno infarciti di funzionalità e caratterizzazioni estetiche  superflue; un framework che li raccoglie e li gestisce insieme velocizza e risolve molti fastidi. Da uno slider mi aspetto solo che funzioni in un certo modo, non mi servono effetti speciali ed eventualmente voglio decidere io se implementarli. UIkit fa proprio questo: offre dei moduli con funzionalità che rispettano criteri consolidati di utilizzo, mantenendo leggerezza ed essenzialità. Per questo motivo nei prossimi lavori sperimenterò UIkit, confidando che il vaccino anti zombie-framework faccia effetto.

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