Una pagina tratta dall'Idiota di Fëdor Dostoevskij

*— Eh, eh! — gridò: — Nastas´ja Filippovna, non mi scacciate, dite una parola: lo sposate o no?
Rogožin aveva fatto questa domanda come smarrito, come rivolgendosi a una divinità, ma con l’audacia di un condannato a morte, che non ha più nulla da perdere. Con angoscia mortale aspettava la risposta.

* Fëdor Dostoevskij, L’idiota, Torino, Einaudi, 1994, p. 115.

Nella vorticosa sequenza di eventi che seguono quanto descritto nel precedente articolo irrompe il brutale Rogožin. Nel gioco delle parti, la sua distanza dall’atteggiamento calcolatore di Ganja è uno degli elementi portanti di questa parte del romanzo. È un uomo violento che vive all’ombra dell’illegalità e che si trova a capo di un manipolo di loschi individui. Rogožin, senza reticenze, vuole Nastas´ja. La desidera così ardentemente che è disposto a giocarsi tutto e con formidabile sfrontatezza va prenderla, pronto a comprarsi il suo rivale per qualunque cifra. Per la seconda volta Ganja sarà umiliato e svergognato dalla propria avidità. Rogožin, forse, mostrando la mediocrità della società perbene, ha vinto.

Ma Rogožin è impotente di fronte a Nastas´ja. È una donna di una bellezza inaudita, colta e intelligente però è anche una donna perduta. Se così tanti la disprezzano nella stessa misura in cui desiderano il suo corpo, lui vuole possederne l’anima. Ma con lei è vulnerabile e disarmato. E se anche la fierezza, agli occhi di lei, lo metterà un passo avanti agli altri uomini, non riuscirà mai a farla veramente sua. È maledetta Nastas´ja, non cerca passione ma redenzione. Il principe Myškin lo sa e grazie alla nobiltà d’animo che lo contraddistingue è l’unico in grado di offrigliela.

Rogožin non può farlo. Per questa ragione Rogožin ha perso.

 

Articoli correlati

Vedi altre citazioni tratte da “L’idiota” di  Fëdor Dostoevskij.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *